Accadia Visitare Puglia

Accadia è una stupenda città del blues


È un paese con un affascinante centro storico. Gli eventi organizzati nella località attraggono molti turisti. Accadia è famosa per il Festival Blues, capace di coinvolgere nomi di livello della musica

Accadia 250x187 Accadia è una stupenda città del blues visitare puglia Uno dei paesi del Subappennino dauno più apprezzati in Italia è senza dubbio Accadia, sia per i suoi storici racconti sia per il suo Festival Blues. Massimo orgoglio e di grande riflesso è il suo centro storico. È in quel luogo che gira tutt’attorno la vita, il turismo e la musica di Accadia. Il punto di riferimento è Rione Fossi, vecchia sede del Palazzo comunale, recentemente ristrutturato per evidenziare al meglio gli eventi in piazza, mentre alle spalle c’è il maestoso monumento che funge da Palazzo di Città. Accadia è uno dei comuni più alti di tutta la Puglia e ha un interesse religioso enorme, grazie alle varie sedi ecclesiastiche disseminate in tutto il territorio limitrofo, soprattutto in zona Monte Tre Titoli, località molto rilevante e con un aspetto geomorfologico decisamente caratteristico, grazie ai rilievi di questo monte che, guardandoli dalle vie del paese, sono tutti in successione, dal più piccolo al più grande. È per questo motivo che nasce il suo nome. Essendo un comune in alta collina, Accadia non ha fiumi di rilievo ma molti torrenti che regalano, come in tutto il Subappennino, meravigliose fontane di acqua fredda anche in estate. Durante l’inverno il clima è molto freddo, poiché è vicina alle province come Sant’Agata, Monteleone, Deliceto, Bovino e Panni, sempre piene di neve d’inverno e difficili da raggiungere, tanto da essere isolate in vari periodi stagionali. Al contrario, durante l’estate, se cerchiamo refrigerio e desideriamo ascoltare della buona musica, Accadia è una località adatta a molti turisti. La storia di Accadia risale a dopo l’Impero Romano, anche se in zona si ritrovano alcune rovine risalenti a quell’epoca, identificandola con il nome di Accua (città degli Irpini). Ed è proprio da questo nome, senza dimenticare il tempio dedicato a Eca, che ha avuto origine il suo toponimo. Agli inizi del ‘900 la cittadina fu annessa alla provincia di Avellino, su ordine della Nuova Italia, ma non durò per sempre, vista la caparbietà degli abitanti del luogo che ottennero, nel 1926, di poter ritornare alle origini, cioè alla provincia di provenienza, quella di Foggia, assieme a Orsara che subì la stessa sorte. Rimase, come a tutt’oggi, Ariano che resta comunque contesa tra le due province. Il grande interesse religioso verso questo piccolo paese è dovuto ai tanti Santi e ai monumenti religiosi presenti nella zona. Tutto parte dal grande amore per la Madonna, a cui sono dedicate parecchie chiese, molte di queste sul monte Crispignano, tra cui la chiesetta di Santa Maria dei Teutoni, sulla strada per Monteleone, inizialmente usata come tempio pagano ma, sotto il controllo dei Teutoni, venne rinnovata e denominata con l’attuale nome. Il fulcro centrale di Accadia è comunque la torre dell’Orologio, del 1883, ristrutturata nel 1930 a causa dei vari terremoti che nel Subappennino e sul Gargano sono in continuo movimento. Grazie a questa torre, alle varie fontane e al Palazzo comunale, Accadia ricava un piazzale immenso, tanto da creare in estate, a fine luglio, il Festival del Blues, uno dei più grandi eventi internazionali di settore che porta nella cittadina del Subappennino nomi di livello come Eric Johnson, Bill Evans, Eric Davis, Charlie White, Dana Fuchs, e tantissimi altri. Il titolo di questa rassegna è “After Midnight”, dedicata a J.J. Cale e alla sua canzone. Tutti i concerti sono gratuiti e ricchi di produttori di zona che, grazie al “ProDotto Dauno”, fanno assaporare tutti i prodotti enogastronomici pugliesi. Nel pomeriggio, a Palazzo di città, per chi volesse ammirare eventi artistici, sono in bella evidenza varie mostre organizzate dagli studenti del Liceo Artistico Perugini di Foggia. Per le persone nostalgiche c’è un’esposizione di strumentazione vintage nel Palazzo di Stefano, a due passi dalla piazza.

Eugenio Levi Cozzolino