Bovino è la città sannitica sotto Annibale

La località della Puglia è ricca di tradizioni culturali mentre l’architettura affascina i turisti. Bovino conserva diverse testimonianze storiche da ammirare. La Cattedrale è la perla del paese

Bovino Bovino è la città sannitica sotto Annibale visitare puglia Nella provincia di Foggia c’è un bellissimo comune che fa parte dei borghi più belli d’Italia. È Bovino, località situata in una zona collinare del Subappennino Dauno. Il toponimo di Bovino nasce dal latino Vibinum, cioè l’antica colonia romana presso cui si accampò Annibale prima di affrontare la famosa battaglia di Canne, che fu fortificata per resistere all’assedio dei nemici. Fu nel Medioevo che gli abitanti di Bovino scacciarono i Longobardi e, durante l’avvento di Federico II, costruirono un castello che potesse vegliare dall’alto l’arrivo dei contendenti. Posta quasi al confine con la Campania, Bovino ha svolto un ruolo strategico tra l’Adriatico ed il Tirreno per gli scambi commerciali delle merci provenienti da Oriente. Numerosi sono i reperti ancora conservati nel centro storico del paese, usati anche per la costruzione della famosa cattedrale. Adiacenti a Bovino si possono ammirare lunghissimi tratti di pavimentazione in pietra di fiume, abitazioni in pietra tradizionale con volte a botte in tufo e mattoncini, senza tralasciare i portali in pietra (circa ottocento), originale opera dei diversi maestri scalpellini locali. La pietra bianca è protagonista indiscussa di queste zone, tanto che nella stessa Bovino prevale il colore bianco nelle costruzioni abitative, sempre in ristrutturazione, essendo un territorio molto ventoso ed esposto alle intemperie. Sono abbandonati dallo Stato molti reperti storici, tra cui le mura romane di Rione Portella, gli immensi mosaici e le statuette di Ercole, senza dimenticare le steli antropomorfe e, grazie al museo civico, i numerosi reperti risalenti ad ogni epoca. Fiore all’occhiello di Bovino è la Cattedrale risalente all’anno Mille che Zano di Gallia ricostruì nella sua facciata: il rosone tutt’ora esistente, attorno al 1200. All’interno, frammenti scultorei bizantini, blocchi di colonne di origine romana e varie rappresentazioni pittoriche delle gesta romaniche completano l’opera architettonica. Il castello ducale di Bovino si erge nel punto più alto del paese, originariamente è stato abitato dalle varie dinastie insediate a Bovino, ma anche buen-ritiro di Torquato Tasso, Giovan Battista Marino, la Regina d’Austria, Maria Teresa e Papa Benedetto XIII. Fino al 2009, Bovino faceva parte della Comunità Montana dei Monti Dauni, comprendente 16 comuni della provincia di Foggia nel Subappennino, soppressa a causa della riduzione dei costi. Con questa decisione è stato cancellato il lavoro di ricreazione storica da parte di molti restauratori che avevano scoperto vari reperti, capaci di attrarre la visita dei turisti. La Comunità era legata a tutte le opere di flora e fauna, e questa soppressione ha creato effetti devastanti nei boschi dauni, i quali hanno visto una desertificazione da parte di molte specie, anche rare. Le tradizioni culturali a Bovino sono molto radicate nel territorio, con un ampio programma di eventi. Il 29 agosto, quando si festeggia l’appartenenza al Medioevo, con cavalcate storiche in costume d’epoca, in cui, gli stessi cittadini, girano per tutto il paese, con vestiti medievali, fino al compimento del giro al Castello ducale. Sempre ad agosto, esattamente dalla seconda settimana di ogni anno, si svolge il Bovino Indipendent Short Film Festival, cortometraggi cinematografici di autori e indipendenti, provenienti da ogni parte del mondo, visti e premiati da giurie di grandi registi cinematografici. L’evento si affianca al Festival del Cinema Indipendente, in programma a Foggia nel mese di dicembre, con un grande movimento di importanza rilevante per l’Italia, in grado di far conoscere i futuri registi internazionali e nostrani, con intrattenimenti di grandi ospiti di spettacolo.

Eugenio Levi Cozzolino



Eugenio Levi Cozzolino

Giornalista pubblicista, appassionato della musica e dell'arte, ha collaborato per varie riviste nazionali e regionali, scrivendo su tutti gli artisti e sulle forme d'arte in maniera capillare.


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