Cisternino è uno dei borghi più belli d’Italia

La località pugliese conserva testimonianze storiche. Sono molti gli eventi che coniugano cultura e folklore del territorio. Cisternino assicura un sano divertimento con diverse feste ed eventi

Cisternino Cisternino è uno dei borghi più belli d’Italia visitare puglia A nord di Brindisi, in piena Murgia, c’è un comune che, a causa della fine del mondo annunciata il 21 dicembre 2012 da una profezia dei Maya, ha visto incrementare il suo turismo a dismisura perché, se fosse avvenuta la fine del mondo, Cisternino sarebbe stato escluso dalla catastrofe. Cisternino è uno dei comuni pugliesi che rientrano nel prestigioso club dei Borghi più belli d’Italia. Siamo nella valle d’Itria, in piena Murgia, ex provincia barese fino agli inizi del secolo scorso, di grande richiamo storico e archeologico, grazie alle varie scoperte paleolitiche umane e di ciottolame le quali identificano le varie razze che attraversarono questo territorio, in cerca di tuberi per il loro sostentamento. Il suo nome deriva da quello di Sturnoi, amico di Diomede (già citato varie volte nella storia pugliese), il quale dopo la guerra di Troia avrebbe fondato la cittadina, come avvenne per la vicina Ostuni, anche se fu completamente distrutta dai Goti. Ricreata successivamente nel Medioevo dai monaci basiliani si arrivò all’attuale nome, creato dalle parole Cis e Sturnium, grazie al ritrovamento, sotto la chiesa di San Nicola, di reperti che indicano le date e il nome di questa cittadina. Essendo stata ricreata nel Medioevo, Cisternino ha un’ottima architettura di quel periodo. Si riconoscono, al loro passaggio, parecchi palazzi storici; due torri di origine Svevo-Normanna e vari santuari dedicati alla Madonna e all’immancabile San Nicola, patrono di varie province murgesi compresa Bari. È suggestivo il borgo di Cisternino, tra spazi interni ed esterni, tra case e vicoli, tutti vicini tra loro, al fine di creare comunanza e senso di vicinato. Questa architettura denominata spontanea, senza un piano logico, ha uno spiccato senso umano a maturare e alimentare autentici rapporti sociali. Le case, come avviene in quasi tutta la Murgia, sono imbiancate con calce bianca. I vicoli, strettissimi, si aprono tra archi e balconi fioriti, mentre per ogni zona c’è un cortile o ampi spazi dedicati all’aggregazione. La pavimentazione, tipica di queste zone, è tutta di pietra chiamata chianca come fosse un vero e proprio specchio a tutte le sue architetture, creando un gioco di luci e ombre che rendono il paesaggio quasi surreale. La tradizione cisternina vuole nella Pasquetta il giorno più atteso. È proprio in questa festività che si rende omaggio, con una visita, al Santuario della Madonna d’Ibernia con dolci tipici chiamati “i churruchele”, a forma di otto, con al centro due uova soda che indicano prosperità e fecondità ma anche fertilità e abbondanza. Resta comunque la prima festività assoluta, quella dedicata ai Santi Quirico e Giulitta, una delle tradizioni più sentite dai cisternini, dove la cittadina viene addobbata con moltissime decorazioni luminose, senza tralasciare riti liturgici, processioni e concerti bandistici a conclusione del periodo turistico estivo, alla fine di agosto. Nello stesso periodo e fino a settembre c’è il Festival Pietre che Cantano, comprese le sagre dedicate alle orecchiette, a quella del coniglio passando per quella dell’uva.

Eugenio Levi Cozzolino



Eugenio Levi Cozzolino

Giornalista pubblicista, appassionato della musica e dell'arte, ha collaborato per varie riviste nazionali e regionali, scrivendo su tutti gli artisti e sulle forme d'arte in maniera capillare.


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