Grottaglie Visitare Puglia

Grottaglie, le particolari grotte caratterizzano la località


La città della Puglia assicura interessanti spunti al turista con il suo originale territorio. Grottaglie è un luogo da ammirare con paesaggi mozzafiato. C’è molta storia da scoprire nelle sue zone collinari

GrottaglieZona collinosa murgese, alle pendici del Monte Pizzuto, Grottaglie è una cittadina che comprende un vasto territorio che arriva fino ai confini con la Basilicata e, più precisamente, con la provincia di Matera. Il suo territorio si estende in quasi tutta la Murgia, passando per la valle d’Itria, in piena terra delle gravine, dove sono state scavate, in tempi millenari, molte grotte sotterranee scavate nel tufo. Uno dei tanti esempi di gravine è quella delle Cave di Fantiano, che per la sua bellezza mozzafiato è diventata teatro all’aperto, dove si svolge il Festival Internazionale della musica etnica e popolare chiamato Musica Mundi. Se si osserva attentamente lo stemma di questa cittadina possiamo notare una grotta dall’interno della quale sbuca una mucca, e sopra di essa alcune spighe di grano; in alto si nota una stella splendente. Il nome Grottaglie richiama l’elemento caratteristico del territorio pugliese, dove si aprono diverse gravine o lame sui fianchi delle quali sono state scavate molte grotte. Grottaglie (in dialetto Li Vurtàgghij) vuol dire “diverse, molte grotte” (dal latino Cryptae aliae). La mucca e le spighe ricordano le attività tipiche, la pastorizia e l’agricoltura, favorite dalla fecondità della terra simboleggiata nella stella. Le gravine sono di varie dimensioni sia per motivi storici sia naturalistici; le più importanti sono Bucito, Riggio, Fantiano, Fullonese, Pensieri, Lonoce. L’abitato antico di Grottaglie, l’attuale centro storico, è racchiuso tra due gravine di piccole dimensioni: la gravina di S. Elia a Nord e quella di S. Giorgio a Sud. In una di queste (gravina di S. Giorgio) si trova il quartiere delle ceramiche che è diventato il simbolo della città. Su tutte le abitazioni e sul quartiere si eleva il castello medievale edificato nel secolo XIV; ebbe all’inizio una funzione militare richiamata dal poderoso mastio, cioè dall’altissima torre; poi venne ampliato e trasformato in palazzo signorile verso la fine del Seicento per accogliere gli arcivescovi di Taranto, padroni di Grottaglie, che trascorrevano alcuni mesi dell’anno. Dalle fucine e dai camini (da cui deriva Camenn‘re) delle botteghe proveniva il fumo denso che dava una colorazione tipica al castello sovrastante e agli altri edifici: case, chiese e palazzi. I resti storici ben visibili nel museo cittadino datano al periodo medievale. Anche se non si stratta di un centro con origini longobarde o bizantine, Grottaglie ha utilizzato il loro modo di fare pastorizia e agricoltura, che servirono durante la dominazione saracena, attraverso la quale i cittadini, rifugiatosi nelle gravine sottostanti, furono capaci di vivere fino all’avvento dei Normanni che li liberarono dall’assedio. Grottaglie è comunque un florido esempio di città agricola e artigiana. Di forte interesse le uve da tavola, ma non meno la coltivazione di uva da vino e olivo, da cui vengono prodotti eccellenti oli extra vergini di oliva. Tra le varietà di olivo più coltivate sul territorio, ritroviamo Ogliarola Salentina, Leccino, Peranzana, Cima di Melfi, Coratina, Carolea e Cellina di Nardò. La coltivazione di tipo specializzata dell’uva da tavola in Grottaglie, inizia con l’allevamento della Regina, dove questa pianta trova le condizioni pedoclimatiche ideali per la produzione di grappoli dalla forma, dal colore e dal sapore ineguagliabili. Per quanto concerne l’artigianato, il comune grottagliese con le molteplici strutture sportive, culturali e di volontariato presenti sul territorio è uno dei centri più attivi della provincia di Taranto, ed è famoso in tutto il mondo soprattutto per la fabbricazione delle ceramiche. Forte è anche il richiamo turistico esercitato dallo stesso quartiere delle ceramiche. L’artigianato della ceramica riveste nella città una particolare rilevanza, tanto che è attivo anche un istituto d’Arte che forma gli studenti in tale lavorazione. Tra le particolarità delle ceramiche grottagliesi sono alcuni oggetti tra cui lu capasone (recipiente di grandi dimensioni che serve a conservare e a mantenere in buone condizioni il vino o l’olio), lu srulu, una sorta di brocca in ceramica all’interno della quale si usava mettere vino a acqua, e la sua variante lu srulu a segreto, lu pumu (pumo), un oggetto in terracotta che si pone agli angoli dei balconi della cittadina jonica. Questo oggetto, dalla forma di un bocciolo, figura spesso come ornamento agli angoli dei balconi delle abitazioni nel centro storico cittadino.

Eugenio Levi Cozzolino