Ruvo di Puglia Visitare Puglia

Ruvo di Puglia è la famosa città dell’olio


Molte chiese sono sparse nelle strade della città con storiche testimonianze artistiche. Ruvo di Puglia è una località dove la gastronomia italiana trova la sua massima espressione. Sono tutte specialità del territorio

Ruvo di PugliaDalla zona dell’Alta Murgia, in provincia di Bari, c’è uno dei comuni più popolosi della regione: Ruvo di Puglia. La località, facente parte del Parco Nazionale delle Murge, è la sede della Comunità Montana della Murgia. Ruvo di Puglia è un comune a nord ovest di Bari e ha una solida cultura storica e agricola. È sufficiente pensare che nel Museo archeologico nazionale Jatta, ormai di fama internazionale, è possibile osservare migliaia di reperti archeologici di età ellenistica, al punto di fregiare Ruvo di Puglia come un’autentica città d’arte italiana. I tanti reperti ritrovati nella zona collocano Ruvo di Puglia attorno al VI millennio a.C., durante l’età del Bronzo e fino a quella del Ferro. Nasce come villaggio, fondata dagli Iapigi e colonizzata attorno al IV secolo a.C., dove visse il momento di maggiore splendore grazie agli scambi commerciali con quasi tutte le popolazioni italiche, tra cui quella etrusca, coniando una propria moneta. Sono comunque le chiese il principale patrimonio di Ruvo. Questo perché è la sede di una propria diocesi fino al 1982 fondata, secondo tradizione, da San Pietro, che pose a capo Papa San Cleto. Importante centro agricolo, Ruvo di Puglia presenta un paesaggio caratterizzato da vigneti e soprattutto da uliveti. Ruvo, maggiore produttore pugliese di olio extravergine di oliva, è membro dell’Associazione nazionale città dell’olio, con un’ottima esportazione di vini Doc tra i quali il Castel del Monte, il Moscato, il Nero di Troia e Greco, grazie alle numerose cantine locali che forniscono la materia prima. Di minore importanza, ma sempre di buona esportazione, sono il miele e alcune varietà di mandorle. Ricca di fauna, offre esemplari di grossa stazza come volpi, cinghiali, lepri e ricci. Ma di particolare importanza è l’esistenza di numerose specie di insetti e di uccelli, soprattutto rapaci come nibbi e sparvieri ma anche di falchi grillai. La zona carsica, invece, è caratterizzata da rospi, raganelle, rane e ululoni appenninici. Le festività di Ruvo di Puglia girano attorno a San Biagio, a febbraio, dove la cittadinanza è riunita in occasione dello spettacolo pirotecnico, nella mattinata, per continuare con il giro della città insieme alla banda, seguita da una messa pontificale con susseguente processione del Santo. È tradizione, durante la consacrazione dedicata al Santo nella concattedrale, di far benedire le fettuccine, ovvero nastrini colorati, usati come amuleti contro le malattie della gola ma anche i freccedduzze, taralli a forma di mitria, con un bacio alla reliquia del Santo in segno di venerazione. La festa profana più sentita dai ruvesi è quella della Quarantana, durante il carnevale, il martedì grasso, quando c’è il funerale di ‘Mba Rocchetidde, dove il feretro di questo signor Rocco, maschera che identifica il carnevale, viene deriso e portato in processione per il paese e, dopo aver letto il testamento, viene arso su un grande falò per cacciare i presagi. Ma la festa si conclude a mezzanotte, quando la Quarantana, la moglie del carnevale, viene appesa al centro paese, vestita a lutto.

Eugenio Levi Cozzolino