Val Venosta è ricca di paesaggi e di tradizioni locali

È una località ricca di frutteti e di panorami da cartolina. Val Venosta è in grado di offrire sorprendenti bellezze naturali al più esigente visitatore

Optimized val venosta 300x200 Val Venosta è ricca di paesaggi e di tradizioni locali visitare trentino È difficile restare a bocca asciutta dopo un viaggio in Val Venosta. Nella località è possibile passeggiare nel parco dello Stelvio, uno dei parchi naturali più incontaminati d’Italia. C’è un’interessante tradizione agricola e culinaria. È di sicuro fascino il lago di Resia, con la sua Atlantide Montana, paesino sommerso di Curon Venosta. La più occidentale delle valli dell’Alto Adige, la Val Venosta si estende da Merano fino al Passo di Resia, che segna il confine austriaco, passando per i centri di Silandro e Ciardes. Delimitata dalle Alpi Venoste a nord e dalle cime dell’Ortles a sud, a ovest si arriva in Svizzera, a sud in Lombardia. Questa conformazione geografica ha fatto della valle, sin dall’epoca Romana, un passaggio obbligato per uomini e merci, favorendo un’assimilazione locale di tradizioni anche molto diverse tra loro. Ogni dicembre, nel comune di Stelvio si svolge, da tempo immemorabile, la Festa dei Klosen, in cui uomini mascherati da demoni suonano campanacci e inseguono per le strade la figura di Santa Klaus, che porta dolci ai bambini. Nel mese di agosto, invece, il borgo di Sluderno celebra un’antica festa medievale, con duelli a cavallo e centinaia di figuranti, dame e cavalieri. Il parco dello Stelvio, che interessa tutta la parte centrale e sud-ovest della Val Venosta, è una miniera di tesori naturali. Tra paesaggi incontaminati, vette innevate (l’Ortles, 3.906 metri, è la cima più alta della regione) e foreste, è un ottimo luogo dove fuggire dal caos della città con escursioni, passeggiate, gite in mountain bike e ferrate. L’estensione del parco e i grandi dislivelli sono un habitat ideale per molte specie animali, tra cui caprioli, stambecchi, camosci, marmotte e grandi rapaci (come l’aquila reale e il gipeto, un avvoltoio europeo precedentemente estinto e reintrodotto con successo nelle Alpi). Una volta giunti in Val Venosta, una tappa obbligata è il celebre lago artificiale di Resia, dove dalla superficie dell’acqua spunta la torre campanaria della chiesa di Curon, paesino che fu allagato quando venne costruita la diga, nel 1950. Curon fu ricostruito più in alto e dell’antico abitato rimane oggi il campanile trecentesco che troneggia sull’acqua. Le campane della torre non ci sono più, ma c’è chi giura di averle sentite suonare nelle gelide giornate invernali. La Val Venosta è anche un importante distretto di agricoltura, non è un caso che sia così rinomata per i caratteristici meleti e la qualità dei suoi pòmm. La struttura geografica della Valle ha conferito un microclima determinante nel favorire la coltivazione della frutta. Le scarse precipitazioni – meno di 500 millimetri di pioggia annuali – la forte escursione termica, il sole e l’altitudine creano un effetto definito dai coltivatori un “frigo naturale”. Questo impedisce la diffusione di parassiti e influenza il processo di maturazione di frutta e verdura, rendendolo più lento. Le varietà di mele prodotte nel luogo, dalle dorate Golden Delicious alle rosse Gala, non hanno eguali per qualità. La lista delle curiosità da ammirare in Val Venosta è piuttosto lunga, la buona tavola non manca e il tempo a disposizione è sempre poco. Meglio affrettarsi.

Davide Ghilotti



    Davide Ghilotti

    Giornalista, scrive di attualità, politica ed esteri per testate italiane e straniere. È appassionato di tematiche ambientali, conservazione del territorio e fotografia.


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